Paolo Nastasio

Dirigente della Struttura Sviluppo Territoriale Lombardia Est, Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste

QUALITÀ DELLE ACQUE E DEL SUOLO: OBIETTIVI IRRINUNCIABILI NEL GOVERNO DELL’EVOLUZIONE DEL PAESAGGIO RURALE

Fino ad un passato non lontano i processi autodepurativi dell’acqua la rendevano un bene durevole, quasi illimitato in aree come quella alpina e padana. Così come fino a qualche decennio fa l’estensione di suolo agricolo-forestale rispetto agli insediamenti umani non faceva presagire quella rapida erosione che invece si registrava dagli anni Sessanta del Novecento. La crisi, avvertibile sia in termini quantitativi che qualitativi, di questi due elementi costitutivi del sistema rurale su cui, plasmato dal lavoro dell’uomo, si fonda il paesaggio extraurbano, ha inevitabili ripercussioni sull’ecotessuto, sull’economia, sulla biodiversità, sulla qualità ambientale, sui nostri stessi fondamenti culturali. L’agricoltura deve sapersi adeguare attraverso l’innovazione, ma nel rispetto pieno del principio di sostenibilità e con la necessità di restituire alle generazioni future suoli fertili, vivi, puri. L’esperienza bresciana dell’ampia contaminazione di terreni agricoli causata dall’industria Caffaro, deve essere monito affinché il territorio rurale non diventi il ricettacolo delle soluzioni dei problemi ambientali causati da altri settori economici. C’è un paesaggio invisibile che ha lo stesso valore di quello che si osserva con gli occhi, e sta nella salute dell’acqua e dei suoli. Da cui dipende quella dell’uomo.

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