Fabrizio Veronesi

Dirigente area Tecnica Comunità Montana Valle Trompia

RI-ATTIVAREE-LE AREE INTERNE: CLASSIFICAZIONE, RESTAURO, LINEE GUIDA E PROGETTAZIONE PARTECIPATA COME STRUMENTI DI RIGENERAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE DELLA VALLE TROMPIA

Il contributo ripercorre il percorso di “ri-attivazione” portato avanti in questi tre anni di lavoro nell’ambito del programma “AttivAree” (2016-2019) nel territorio della Comunità Montana della Valle Trompia.
Il progetto si è proposto di promuovere lo sviluppo locale con un approccio intersettoriale volto a potenziare le risorse ambientali, economiche, sociali e culturali.
La conservazione e valorizzazione dei beni culturali hanno rivestito un ruolo fondamentale tra le azioni del programma, come capitale territoriale da attivare attraverso il supporto degli stakeholder locali. In particolare, sono stati indagati malghe e cascine il cui interesse nasce a seguito del loro riconoscimento all’interno del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (art. 10, comma 4), in quanto “architetture rurali aventi interesse storico ed etnoantropologico quali testimonianze dell’economia rurale tradizionale”.
L’impegno profuso in questo lavoro è in linea con la propensione ad ampliare il concetto di patrimonio culturale, apparentemente senza un limite identificabile soprattutto in riferimento alle architetture rurali e al loro territorio, per la cui difesa si aprono nuovi orizzonti, imprevedibili declinazioni, indici di valutazione e obiettivi. Un obiettivo che attraverso la progettazione partecipata ha voluto incrementare il numero di persone attente al patrimonio rurale, tendenza che inizia a trovare condivisione anche tra i non addetti al settore. Si è trattato di intraprendere percorsi concretamente attivabili per la tutela del paesaggio, di cui le architetture rurali sono un’espressione che sta lentamente scomparendo. Trovare collaborazione con chi è fisicamente e quotidianamente sul territorio può aiutare a ridurre la probabilità di perdita delle testimonianze più fragili. Il paesaggio è un elemento di identità culturale, nutre il senso di appartenenza al luogo di individui e gruppi sociali che diventano protagonisti all’interno del processo di riconoscimento del bene, della sua conservazione e valorizzazione.
Alla luce di quanto premesso, il lavoro svolto e ambisce a favorire il riconoscimento degli elementi identitari locali con carattere scientifico e volontà di divulgazione.

TORNA AI RELATORI