Alberta Cazzani

Docente di restauro, Politecnico di Milano – Dipartimento di Architettura e Studi Urbani – DaStU

VALORI E POTENZIALITA’ DEL PAESAGGIO AGRARIO DELL’ALTO GARDA BRESCIANO

Le particolari condizioni climatiche e vegetative della sponda bresciana del Lago di Garda hanno favorito fin dai secoli passati un’eccezionale ricchezza di flora e colture agricole mediterranee, con oliveti, vigneti e, in particolare, agrumeti connessi a lecci, allori, capperi, mirti cipressi, agavi. Alle condizioni climatiche e geomorfologiche favorevoli a specie di tipo mediterraneo si è aggiunta fin dal XV secolo un’intensa attività costruttiva per modificare il territorio per renderlo adatto all’impianto di colture agricole pregiate quali viti, olivi e agrumi che garantivano, in epoche in cui i trasporti non erano ancora sviluppati, una notevole rendita economica. Per oliveti e vigneti, spesso in coltivazione congiunta, venivano predisposti terrazzamenti per rettificare le ripide pendici con muri a secco, per poter porre a dimora le piante in filari, ma indubbiamente la coltura agricola più particolare e caratteristica dell’alto Garda bresciano è l’agrumicoltura, documentata fin dal XV secolo (ma introdotta fin dal XIII secolo, forse – come vuole la tradizione – dai frati del convento di San Francesco di Gargnano). Per rendere possibile la coltivazione di agrumi a questa latitudine (la più a nord del mondo), furono costruite monumentali strutture in pietra, le limonaie che nei mesi invernali venivano chiuse con grandi pareti mobili di legno, ampiamente vetrate e coperte da tetti di assi pure di legno, ugualmente smontabili. Vere e proprie serre venivano quindi fabbricate periodicamente intorno agli alberi che, essendo piantati in piena terra raggiungevano in questo modo il loro massimo sviluppo. Con la fine del XIX secolo l’agrumicoltura gardesana cominciò a decadere e gli elevati costi di manutenzione di oliveti e vigneti hanno portato alla graduale riduzione dell’intero sistema produttivo e allo spostamento della manodopera dall’agricoltura al settore industriale e turistico. Il paesaggio agrario storico – malgrado la recente urbanizzazione e le trasformazioni territoriali – risulta però ancora ben leggibile. Le limonaie e il sistema paesaggistico ad esse correlato sono l’esito di un complesso processo di costruzione antropica e di una continua opera di manutenzione per secoli operata dagli stessi coltivatori. La futura gestione di questo particolare paesaggio rurale tradizionale non sarà quindi possibile se non verranno definite politiche e attuate strategie finalizzate alla conoscenza, alla divulgazione e alla promozione di questo unico patrimonio ricco di valori storico-documentari, architettonico-paesaggistici e botanico-agronomici.

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