Franco Iseppi

Presidente Touring Club Italiano

IL TOURING CLUB ITALIANO: UN’ASSOCIAZIONE CHE SI PRENDE CURA DELL’ITALIA

Nella sua lunga storia il Touring Club Italiano si è preso cura dell’Italia in molti modi: è per questo motivo che, ricorrendo quest’anno il 125° anniversario della sua fondazione, abbiamo voluto enfatizzare proprio il suo ruolo attivo nel prendersi cura dell’Italia come bene comune. Touring ha infatti introdotto nel nostro Paese una consapevolezza forte del nostro patrimonio ambientale e culturale incidendo anche sulle scelte delle istituzioni: ha promosso ad esempio nel 1909 la Commissione di propaganda per il bosco e il pascolo, riconoscendo con grande lungimiranza i rischi del disboscamento e dell’incuria dei territori naturali; più tardi nel 1913 ha istituito il Comitato nazionale per la difesa del paesaggio e dei monumenti italici che ha sostenuto la prima legge di protezione delle bellezze naturali del 1922. Il TCI si è fatto promotore, poi, della costituzione dei primi parchi nazionali (1922), consapevole del ruolo che le risorse naturali potevano avere per la crescita del nostro Paese. La sua funzione enzimatica è proseguita negli anni 60 quando con il boom economico l’Italia ha rischiato di “andare a pezzi”, per citare una famosa inchiesta a puntate comparsa sulle Vie d’Italia nel 1963 – L’Italia a pezzi, appunto – che denunciava la progressiva cementificazione del nostro territorio, in parte confluita poi nella mostra fotografica Italia da salvare in collaborazione con Italia Nostra. In tempi più recenti, l’impegno del Touring nel prendersi cura dell’Italia si è evoluto portando all’attenzione del grande pubblico la cosiddetta “Italia minore” negli anni 70 e 80 e successivamente, a partire dalla fine degli anni 90, mettendo a punto un programma territoriale dedicato alle aree interne del Paese con le “Bandiere Arancioni”, marchio di qualità turistico-ambientale che premia tuttora i piccoli paesi dell’entroterra che meglio sono riusciti a valorizzare la propria identità

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