Alberto Ferlenga

Rettore dell’Università di Venezia IUAV

L’IMPOSSIBILITÀ DI ESSERE NORMALE, INTRECCI E RELAZIONI NEL PAESAGGIO ITALIANO

Edith Wharton, scrittrice e viaggiatrice statunitense notava nel 1905, nel suo Italian Background, come la particolarità del paesaggio italiano, sia dipinto che reale, consistesse negli sfondi e nelle relazioni da questi instaurati con i primi piani. In effetti, il valore che esprime questo paesaggio unico, che si tratti di città o di campagne, consiste in un sistema articolato di relazioni tra architettura e natura e tra vita degli abitanti, storia e luoghi. Da ciò la straordinaria specificità dei nostri territori capaci di determinare quel particolare welfare che deriva dal vivere bene in spazi dotati di qualità estetica e di comporre pochi elementi di base in un sistema infinito di differenze. Oggi, quelle differenze costituiscono nel loro insieme l’archivio forse più ampio esistente al mondo di modelli territoriali di valore, accomunati dal mantenimento di uno stretto rapporto con la dimensione umana. Un archivio vitale che assume una grande importanza, oggi, considerando i processi distruttivi che riguardano le città e i paesaggi del mondo.

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