Mauro Agnoletti

Docente di Scienze e Tecnologie Agrarie / Alimentari / Ambientali e Forestali, Università degli Studi di Firenze

IL PAESAGGIO RURALE NEL TEMPO DI GRETA

La crescente attenzione ai cambiamenti climatici, ed in generale all’ambiente, suggerisce una riflessione su quali siano le strategie ed i valori da considerare, quando ci troviamo in una situazione di allarme in cui si richiedono interventi rapidi ed efficaci. Le previsioni realizzate da IPCC nel 1992 riguardo agli effetti del riscaldamento globale riguardanti l’Italia, parlavano di processi di desertificazione e deforestazione. A 27 anni di distanza si osserva che la superficie forestale italiana è cresciuta di 3.000.000 di ettari, mentre le previsioni circa il cambiamento climatico parlano oggi di tropicalizzazione, con riferimento alla maggiore frequenza di eventi piovosi estremi. ISTAT conferma che negli ultimi due decenni il consumo di suolo avanza con una intensità inferiore ai processi di abbandono, ed ha inserito tale fenomeno fra gli aspetti di degrado del paesaggio. Parallelamente, si pone il problema di un modello di sviluppo sostenibile che consenta la produzione di cibo necessario per sfamare il pianeta, più 50% entro fine secolo stimato dalla FAO, senza degradare le risorse ambientali e riducendo le emissioni di CO2. In questo contesto globale, è lecito chiedersi, quale sia il ruolo del paesaggio, in particolare del paesaggio rurale italiano, analizzando con obiettività le tendenze in atto e le possibili dinamiche dei prossimi decenni.

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